The Founder

Ciao e benvenuto su Jobs ReAct!

Mi chiamo Vincenzo Ricciardi, ma puoi chiamarmi Vins come fanno tutti quelli che mi conoscono 😉 

Nonostante il mio nome palesi evidenti origini meridionali, sono nato, cresciuto e ho sempre vissuto e lavorato a Milano.

Sono un “finto giovane”: nel 2020, che è l’anno di nascita di Jobs ReAct, compirò 36 anni; eppure tutti mi dicono che sembro più giovane. Spero che questa illusione ottica duri a lungo 🙂

Insomma, non sono più un ragazzino e la creazione di questo progetto arriva in un momento della mia vita in cui mi sento pienamente consapevole dei miei mezzi, delle mie potenzialità e dei miei punti di forza.

La mia storia

Sono entrato nel mondo del lavoro abbastanza presto: dopo il diploma, mi sono iscritto all’università ma mi sono velocemente reso conto che l’ingegneria non faceva per me e quindi, dopo l’anno più inutile della mia vita, ho deciso di buttarmi nella mischia!

Il mio diploma di perito informatico, in un periodo che viveva sulla scia del boom del settore dei fine anni ‘90, mi ha permesso di trovare agevolmente lavoro.

Ho passato i primi anni della mia carriera lavorativa cambiando spesso aziende e mansioni: avevo idea di voler accumulare più esperienza possibile fin quando mi fosse permesso, ed essere poco più che ventenni è una cosa che di solito va in questa direzione.

Un po’ programmatore, un po’ sistemista, un po’ tecnico di rete: incominciavo ad avere delle crisi di identità finché decisi di darmi una seconda possibilità. A distanza ormai di qualche anno dall’aver appeso i libri al chiodo, mi iscrissi a un corso di laurea in Informatica organizzato dall’Università Statale di Milano che poteva essere fruito online, e nel giro di 3 anni e mezzo raggiunsi l’agognata laurea.

Tornando al percorso lavorativo, la prima vera svolta della mia carriera è arrivata nel 2010 quando un’azienda mi scelse per un ruolo abbastanza diverso da quelli che avevo svolto fino a quel momento, che erano prettamente tecnici.

Si trattava infatti di un ruolo di prevendita, cioè quel tipo di figura che affianca il commerciale nella vendita e nella redazione tecnica di offerte e progetti.

Quell’esperienza mi ha aperto la mente spalancando davanti a me un mondo fino a quel momento sconosciuto: quello delle vendite. E’ stata un’esperienza che mi ha portato a discostarmi profondamente dal percorso che pensavo di voler intraprendere fino a quel momento. 

Infatti, dopo 4 anni, decisi che volevo diventare io stesso un venditore: pensavo di aver imparato i trucchi del mestiere e in più di poterci mettere quel tocco di innovatività derivante dalla mia mente giovane e dal mio background tecnico che mi avrebbero dato un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza.

Invece, ho scoperto ben presto quanto potesse essere difficile il lavoro del commerciale: serve una forte motivazione tutti i giorni, bisogna insistere e insistere, fare chiamate, incontri, passare periodi di magra senza concludere una vendita, senza lasciarsi abbattere.

Essere insistenti, non mollare, a volte essere anche “fastidiosi”.

Insomma, un paio di esperienze di questo tipo mi hanno fatto capire di non essere assolutamente tagliato per fare il venditore di professione! 

Il problema è che in quel periodo, che è durato complessivamente quasi 3 anni, fare un lavoro che non mi piaceva affatto mi rendeva frustrato, stressato, ero arrivato al limite della depressione. Dovevo assolutamente cambiare!

A inizio 2017 una nuova opportunità lavorativa mi si presentò davanti senza che me lo aspettassi.

Uno dei miei clienti, evidentemente colpito favorevolmente dal mio lavoro, mi propose di entrare a far parte della sua azienda, in una fase di forte crescita in un mercato anche questo in fase di fortissima espansione come quello del welfare aziendale.

Ovviamente, vista la pessima situazione che vivevo in quel momento, non ci pensai un attimo ad inviare la mia candidatura. Dopo tutti gli step di selezione necessari (nessuna scorciatoia, ci tengo a precisarlo), ottenni il lavoro.

La cosa che ricordo con più piacere, quasi come un segno del destino, è che il colloquio iniziale era ancora per una posizione di vendita.

In realtà, l’head hunter che curava il processo di selezione, mi chiamò il giorno dopo il nostro primo colloquio dicendomi che non c’era il match con il tipo di figura che l’azienda stava cercando, in quanto avevo troppa poca esperienza nel ruolo.

Tuttavia, rilanciò proponendomi un’altra posizione vacante: una posizione di gestione post vendita dei clienti. Un ruolo a metà tra PM e Account Manager, dove il mio background tecnico avrebbe potuto fare la differenza.

Detti subito la mia disponibilità nel valutare anche quel ruolo: ero troppo desideroso di cambiare per rifiutare su due piedi.

Ora, non so se l’head hunter mi propose quel ruolo solo perché aveva una posizione vacante da riempire o effettivamente ebbe l’intuizione che quella potesse essere una posizione adatta alle mie caratteristiche. Sta di fatto che lei e la sua proposta mi hanno cambiato la vita!

Infatti, da quel momento, è come se fossi ripartito da zero e ho iniziato un percorso di carriera che si sposa perfettamente con quello che mi riesce meglio e con quelli che sono i miei punti di forza, grazie ad un ruolo che mi si addice alla perfezione.

Questo mi ha permesso di esprimere le mie potenzialità, acquisire sicurezza in me stesso e autostima, diventare un punto di riferimento per clienti e colleghi.

Insomma, dopo tanto girovagare, seppur conscio che non si smette mai di imparare e di migliorarsi, posso dire di aver imboccato la strada giusta verso la realizzazione professionale a cui molti auspicano!

Ecco perché, sulla base dell’esperienza personale che ti ho appena descritto, la mia missione con questo progetto è quella di aiutare le persone a costruirsi una vita professionale soddisfacente per essere pienamente realizzate, in un contesto che le permetta di esprimere e sfruttare a pieno potenzialità e punti di forza.

The reason why (cosa mi ha spinto a dare vita a questo progetto)

Dalla storia che ti ho appena raccontato, che spero non ti abbia annoiato, ho imparato diverse cose:

  1. la prima è che “non si può mai sapere”; ero solito fare piani di medio-lungo periodo, nella mia carriera lavorativa ma anche nella vita di tutti i giorni; la verità è che opportunità e imprevisti sono dietro l’angolo e dobbiamo essere pronti ad abbracciare il cambiamento se vogliamo continuare a essere protagonisti della nostra vita
  2. la seconda è che molto difficile riuscire a trovare la propria vocazione se non provando e riprovando; invidio quelli che a 20 anni sanno già perfettamente cosa vogliono dalla vita, io ci ho messo più di 10 anni per trovare la strada giusta dal punto di vista professionale
  3. la terza è che l’unico modo per sfruttare appieno le proprie potenzialità, di vivere il lavoro non come un’incombenza stressante ma come una fonte di soddisfazione e realizzazione, è quella di fare le cose che ci riescono meglio e cercare di tenere sempre un atteggiamento positivo 

Ecco perché, sulla base dell’esperienza personale che ti ho appena descritto, la mia missione con questo progetto è quella di aiutare le persone a costruirsi una vita professionale soddisfacente per essere pienamente realizzate, in un contesto che le permetta di esprimere e sfruttare a pieno potenzialità e punti di forza.

A chi mi rivolgo

Mi piace pensare che questo progetto possa essere d’aiuto per tutti coloro che:

  • non sono soddisfatti del proprio lavoro
  • sono soddisfatti del proprio lavoro ma sentono che possono dare di più
  • sono stufi di sentire il proprio lavoro come un’incombenza insopportabile e vogliono migliorare la loro condizione professionale
  • vorrebbero vedersi riconosciuta la loro professionalità
  • vorrebbero guadagnare di più perché convinti di dare un valore maggiore rispetto al loro attuale stipendio
  • non si sentono coinvolti in quello che fanno e invece vorrebbero che succedesse
  • si sentono poco o, addirittura, non rispettati sul posto di lavoro

Sono tutte sensazioni che io ho provato almeno una volta nella mia vita lavorativa.

Se anche tu ti sei riconosciuto in una o più delle descrizioni qui sopra, ti esorto a diventare un reacter!

Come farlo? Intanto, esplora i contenuti scegliendo la modalità che preferisci tra blogpodcast. Oppure…

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