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I Lavori del Futuro: Guida al Mondo del Lavoro che verrà

Vuoi conoscere quali saranno i lavori del futuro per sapere come formarti e su cosa puntare per non farti trovare impreparato?

Sei curioso di scoprire quali saranno le competenze più richieste nel mercato del lavoro del futuro per non esserne tagliato fuori?

Vuoi carpire i segreti per emergere nel futuro del lavoro, in un contesto che sarà sempre più incerto e volatile?

Se hai risposto sì ad almeno una di queste domande, allora devi assolutamente leggere questa guida sui lavori del futuro!

Ecco i contenuti che troverai in questo articolo!

Introduzione

C’è che chi dice che il dibattito sui lavori del futuro sia un po’ come per gli adolescenti parlare di sesso: tutti ne parlano ma nessuno sa bene cosa sia 😉

In effetti questa metafora sintetizza il fatto che, nonostante il futuro sia imprevedibile, molti si divertono a fare previsioni su quali saranno i lavori del futuro.

Si tratta di un tema che appassiona molto anche me, lo ammetto.

All’interno del podcast ho intervistato diversi ospiti esperti in materia. Qualche tempo fa ho pubblicato un articolo in cui ho raccolto consigli utili per non rimanere tagliati fuori dal futuro del lavoro che verrà.

In questo invece voglio concentrarmi su quali saranno i lavori del futuro e le competenze richieste nel mercato del lavoro che ci aspetta nei prossimi anni.

E’ un tema di cui si dibatte da anni e su cui è piombata la pandemia che nel corso del 2020 ha sconvolto le vite professionali (e personali) di tutti, come sappiamo.

E’ opinione comune che questa situazione di emergenza abbia accelerato cambiamenti che erano già in rampa di lancio, come la trasformazione digitale e la possibilità di lavorare da remoto.

Inoltre, come in ogni crisi, si sono determinati lavori destinati a scomparire e invece nuovi che si sono creati (chi l’avrebbe mai detto che un giorno si sarebbe avuto bisogno di “addetti alla misurazione della temperatura”?!).

In ogni caso, se anche tu come me non vuoi rimanere spiazzato dal futuro che ci aspetta, e sei curioso di saperne qualcosa in più sui lavori che verranno, ti consiglio di leggere fino in fondo questa guida sui lavori del futuro.

Buona lettura!

I Lavori del Futuro: contaminarsi è la parola d’ordine

contaminarsi

Foto di Dr StClaire da Pixabay

Sì lo so a cosa starai pensando adesso…

Ma come Vins, in un periodo come questo mi dici che il modo migliore per emergere nel futuro del lavoro è contaminarsi?!?!

In effetti, l’immagine che ho scelto per aprire questo paragrafo non è propriamente incoraggiante 😉

Tuttavia, sto parlando di un diverso tipo di contaminazione, per fortuna!

Ed è il tipo di contaminazione di cui in realtà parla Giulio Xhaet, esperto di digital transformation e futuro del lavoro, che prima che scoppiasse la pandemia aveva pubblicato il libro #Contaminati.

Ho avuto il piacere di ospitare Xhaet in una puntata del podcast – Contaminarsi per eccellere nell’era degli algoritmi – e ho trovato il suo intervento assolutamente illuminante.

Prima di preoccuparsi di quali saranno i lavori del futuro, occorre preoccuparsi di avere l’atteggiamento giusto verso il mercato del lavoro.

E, secondo Giulio Xhaet, l’approccio giusto è quello di sapersi contaminare tra discipline, saperi e culture diverse.

Nel futuro del lavoro avrà la meglio chi saprà contaminarsi, chi accoglierà la diversità, chi sarà in grado di fare esperienze diverse mettendole a fattor comune in ambito professionale.

Chi riuscirà a sviluppare tale bagaglio acquisirà competenze tali da diventare inattaccabile rispetto all’intelligenza artificiale che avanza.

Ecco perché nella puntata del podcast con Giulio si è parlato di contaminarsi per eccellere nell’era degli algoritmi. Da qui a qualche anno, gli algoritmi domineranno il nostro mondo. Niente di fantascientifico ma qualcosa di cui è facile accorgersi, considerando la tecnologizzazione in atto.

E nell’era degli algoritmi, occorre sviluppare delle competenze che non possono essere replicate (e quindi rimpiazzate) dalle macchine.

Contaminarsi è quindi il modo migliore per non farsi soffiare i lavori del futuro dai computer!

I Lavori del Futuro: chi sono i “contaminati” più famosi

Per sostenere questa tesi, Xhaet sostiene che tutti i più importanti protagonisti dell’innovazione tecnologica degli ultimi decenni sono dei “contaminati”.

In effetti, se ci pensiamo, da Elon Musk a Steve Jobs, da Mark Zuckerberg a Reid Hoffman (fondatore di LinkedIn), tutti questi sono stati in grado di attingere da mondi diversi per diventare quello che sono (o sono stati).

Il grande classico è sicuramente quello di Steve Jobs: non era ne un grande programmatore ne un grande designer. Ma si muoveva a cavallo tra questi due mondi e li ha saputi fondere in maniera eccellente.

Reid Hoffman, il fondatore di LinkedIn, non è un informatico! E’ un intellettuale, un filosofo, che ha lanciato LinkedIn attingendo a teorie sociologiche e umanistiche.

Lo studio della filosofia gli ha permesso di sviluppare il critical thinking, cioè la capacità di analisi dettagliata delle cose quando si deve prendere una decisione.

Hoffman è convinto che, oltre alla filosofia, la sua capacità decisionale strategica nel business derivi dalla sua abilità nei giochi di ruolo (pare sia un grande fan di Dungeons&Dragons).

Tutto questo per dire che, in un’ottica di contaminazione, possono fare la differenza anche hobby e passioni personali.

Potresti pensare che siano cose che non centrano nulla con la tua attività lavorativa, per poi scoprire che ti stanno permettendo di sviluppare capacità che utilizzi quotidianamente nella tua vita professionale.

Prova a ragionarci un attimo.

Avrai capito quindi che per conquistare i lavori del futuro è fondamentale muoversi a cavallo di discipline e culture diverse.

Ogni persona ha un punto di riferimento nella sua expertise professionale ma deve attingere da mondi diversi. Attingendo da mondi diversi è difficile rimanere “obsoleti” in termini di competenze, perché si sapranno fare cose diverse rispetto agli altri.

Scopriamo allora a questo punto come fare per contaminarsi 😉

I Lavori del Futuro: come fare a “contaminarsi”

Essere contaminati era la normalità un paio di secoli fa. Poi è arrivata la Rivoluzione Industriale e ha creato il mito dell’iperspecialista.

Se ci pensiamo bene, noi nasciamo interdisciplinari. Da bambini la curiosità ci divorava. La parola più comune tra i bambini è “Perché?

Semplicemente, dobbiamo ritornare ad essere curiosi e, di conseguenza, interdisciplinari.

Il modello del professionista iperspecializzato è destinato a morire perché, con l’intelligenza artificiale, saranno i computer i migliori iperspecialisti di sempre.

A noi essere umani conviene dunque muoverci su territori dove gli algoritmi non arrivano!

E se sei un (iper)specialista, non disperare! Anche il più convinto degli specialisti  può essere contaminato! 😉

Come ci si contamina allora? Secondo Xhaet continua ad essere fondamentale il ricorrere alle proprie passioni, sempre che queste permettano di attingere a mondi diversi da quello professionale.

Uno dei modi migliori per contaminarsi continua ad essere imparare una lingua straniera. Questo permette di imparare a pensare in maniera diversa.

Altro grande classico per allargare la mente e contaminarsi è il viaggio. Per allargare gli orizzonti occorre viversi il luogo. Conoscere le persone del posto. Imparare usanze diverse ed esplorare le origini di quelle usanze e le motivazioni.

Il viaggio è un’opportunità non per stare con i soliti amici (o persone della stessa nazionalità) ma per sperimentare l’ignoto, provare “cose strane” che a casa non si proverebbero mai.

E poi ancora leggere. Leggere tanti libri cartacei. Tutti i più grandi personaggi della storia sono stati avidi divoratori di libri.

E infine, sfruttare al massimo le potenzialità di Internet in maniera furba. Non lasciarti influenzare dagli algoritmi che ti propongono contenuti che ti piacciono, persone che ti piacciono, serie tv che ti piacciono. Scardina questa situazione andando a esplorare l’inaspettato: persone, argomenti, cose che sono molto diverse da te!

modello-curriculum

I Lavori del Futuro: le 3 competenze da “contaminazione”

Allora, quali sono le competenze “da contaminazione” che risulteranno decisive per i lavori del futuro?

Ci viene in aiuto ancora Giulio Xhaet con un po’ di inglesismi 😉

1) Link learning. Si tratta della capacità di apprendere “danzando tra le intersezioni”. Apprendere rapidamente, ma con la capacità di andare in profondità, su ambiti nuovi e nuove discipline.

Questa è una capacità importante perché se sei abituato a muoverti tra le discipline puoi apprendere più velocemente del normale.

Quando approcci una nuova disciplina, un nuovo settore, hai un punto di vista diverso rispetto all’iperspecialista che ci lavora da anni. Questo torna utile per vedere le cose da una prospettiva diversa e dare un contributo innovativo.

Inoltre, quando si passa da una disciplina all’altra c’è sempre qualcosa che si può travasare. Sei in grado di crearti un bagaglio culturale e professionale che ti porterai sempre dietro a livello di competenze, hard o soft che siano.

2) complex problem solving e decision making. Si tratta della capacità di prendere decisioni e risolvere problemi complessi.

Spesso pensiamo che le parole “complicato” e “complesso” siano simili. Invece, il termine “complicato” fa riferimento a qualcosa composto da molte variabili ma che ha una soluzione ottimale (ad esempio: lego, cubo di rubik, sudoku). Il che significa che può essere risolto da un algoritmo.

Al contrario, un problema “complesso” non è mai uguale a se stesso, cambia sempre. I contaminati che sono abituati a muoversi in discipline e culture diverse hanno la capacità di vedere problemi da diverse prospettive e sanno gestire un problema complesso.

3) network inclusion. Si tratta della capacità di essere un centro nevralgico per persone di diverse cultura, estrazione sociale, discipline.

Significa fare networking con persone che non necessariamente fanno parte del tuo settore ma con cui potresti scambiare valore reciproco.

I Lavori del Futuro: le 10 soft skills da sviluppare

soft skills

Foto di Gerd Altmann da Pixabay

Quali saranno le competenze trasversali fondamentali per i lavori del futuro, le cosiddette soft skills?

A questa domanda ha cercato di rispondere il report sul futuro del lavoro pubblicato ad ottobre 2020 da parte del World Economic Forum.

Il report elenca le 10 soft skills più importanti per i lavori del futuro da qui al 2025.

Oltre a questo, nel report si ipotizza che, a causa degli impatti economici della pandemia e dell’incremento dell’automazione, addirittura il 50% della forza lavoro avrà necessità di fare reskilling entro il 2025 appunto.

Rispetto all’elenco delle soft skills, il WEF ha dichiarato che mai come in questa edizione si è stati in grado di stilare una lista molto precisa. Questo grazie al contributo di LinkedIn e della piattaforma di e-learning Coursera che hanno consentito di monitorare con una granularità senza precedenti le competenze necessarie per i lavori del futuro.

In generale, la classifica mostra come la capacità di pensiero critico e il problem solving si confermano delle competenze fortemente richieste per il futuro del lavoro.

Anche a causa della pandemia, nuove competenze sono emerse, come capacità di apprendimento, resilienza e flessibilità, nonché tolleranza alle situazioni di stress.

Le competenze sono state suddivise in 4 aree distinte:

  1. Problem solving
  2. Self-management
  3. Interazione con le persone
  4. Interazione con la tecnologia

Andiamo ora ad analizzare, per ciascuna area, le competenze richieste per i lavori del futuro!

I Lavori del Futuro: le competenze richieste in ambito Problem solving

Quella del problem solving è l’area più significativa in cui si posizionano le competenze fondamentali per i lavori del futuro. Infatti, ben 5 delle 10 soft skills più importanti si collocano in quest’area.

Nello specifico, ecco l’elenco delle competenze:

  1. Pensiero Analitico e Innovazione
  2. Capacità di risolvere problemi complessi
  3. Pensiero Critico e Capacità di Analisi
  4. Creatività, Originalità e Spirito d’Iniziativa
  5. Ragionamento, Problem Solving e Ideazione

Avrai notato come si tratti tutte di competenze che non possono essere replicate dalle macchine.

Ritorna la capacità di risolvere problemi complessi, che già avevamo visto nelle competenze da “contaminazione” suggerite da Giulio Xhaet.

Un’altra dote preziosa per i lavori del futuro sarà la capacità di analisi e di approcciare le cose con pensiero analitico. Non dovremmo più assistere a decisioni prese “di pancia”, ma tutte le decisioni che riguardano il business di un’azienda dovrebbero essere basate su dati concreti. Avrai sentito parlare di data-driven decision making a questo proposito.

Ancora, in azienda faranno la differenza la capacità di ideare, creare, avere spirito d’iniziativa e originalità. In una sola parola: proattività.

Per prosperare nel futuro del lavoro non sarà più sufficiente “fare il compitino”. Le aziende si troveranno in un contesto che diventerà sempre più competitivo. Come se non bastasse, la pandemia di covid19 ha travolto l’economia mondiale e molte aziende ne usciranno con le ossa rotte.

In questo contesto, sarà fondamentale dimostrare di poter fare la differenza. Di portare davvero un valore aggiunto, di rendersi indispensabili e insostituibili.

Se sei un lavoratore dipendente, dovrai pensare di contribuire alle sorti dell’azienda come se fosse la tua. Sarà un cambio di paradigma che porterà a un approccio imprenditoriale alla carriera, anche se non si è imprenditori.

Sei pronto per questa nuova realtà? 😉

I Lavori del Futuro: le competenze richieste in ambito Self-management

Nell’ambito del self-management troviamo due competenze:

  1. Apprendimento Attivo e Strategie di Apprendimento
  2. Resilienza, Gestione dello Stress e Flessibilità

Rispetto alla capacità di apprendimento, anche in questo caso torniamo a quanto visto poco fa in merito a come la capacità di muoversi tra discipline diverse sia fondamentale nel futuro del lavoro.

Non solo: nel mio podcast intervisto i più importanti professionisti italiani delle Risorse Umane e quando li sento parlare spesso hanno un filo conduttore. E cioè il fatto di non sentirsi mai arrivati, di continuare a formarsi e crescere giorno dopo giorno.

Penso che una mente brillante si mantenga tale quando è allenata, e cerca sempre nuovi stimoli per crescere e migliorarsi. Si parla spesso di life-long learning, come della capacità di “non smettere mai di imparare”. Elemento fondamentale se si vuole essere sempre sul pezzo in una carriera professionale che ormai dura almeno 40 anni (e in 40 anni di cose ne cambiano eccome)!

Invece, competenze come resilienza, gestione dello stress e flessibilità, sono entrate in classifica per stessa ammissione del WEF a causa (o grazie, a seconda dei punti di vista) della pandemia.

Inutile raccontarci quanto le nostre vite siano state sconvolte da quanto vissuto nel corso del 2020. Davvero per sopravvivere, e uscirne fortificati perché no, ognuno di noi ha dovuto attingere alle risorse più profonde.

Abbiamo imparato a familiarizzare con il termine resilienza, intesa come atteggiamento positivo che ci fa leggere gli eventi negativi come momentanei e superabili.

Abbiamo scoperto che noi esseri umani siamo stati progettati per essere resilienti, per convivere con lo stress e le frustrazioni.

E’ stata dura, e lo sarà ancora, ma non abbiamo mollato e non molleremo!

Alla fine, andrà tutto bene! 😉

I Lavori del Futuro: le competenze richieste in ambito Interazione con le persone

Rispetto alle competenze trasversali richieste per i lavori del futuro c’è anche la capacità di interagire e relazionarsi con le persone.

E come potrebbe essere altrimenti!

Ormai, ognuno di noi si interfaccia con decine di persone nell’attività lavorativa di tutti i giorni. Credo non esista più una posizione lavorativa che non preveda il relazionarsi con altre persone. Che siano colleghi, capi, collaboratori, clienti, fornitori.

In particolare, la competenza segnalata nel report del WEF è la seguente:

  1. Leadership e Influenza Sociale

Se pensi che la leadership sia qualcosa che riguardi esclusivamente le figure apicali dell’azienda, o comunque figure che hanno la responsabilità di team, ti sbagli di grosso.

Ognuno può esercitare leadership, e può essere un leader all’interno dell’azienda, indipendentemente dal ruolo che ricopre e dalla posizione gerarchica.

A questo proposito, ho scritto un articolo piuttosto completo su cos è la leadership e cosa significa essere un buon leader.

Sull’influenza sociale, penso che il WEF non si riferisca alla capacità di raccogliere followers sui vari social network 😀

Piuttosto, è un concetto strettamente legato a quello di leadership. Il leader è colui che riesce a farsi seguire naturalmente, la cui influenza viene riconosciuta dal basso.

La differenza tra capo e leader è che il capo dà ordini, guarda gli altri lavorare, non si assume le colpe ma si prende i meriti. Il leader è quello che scende in prima linea con il suo team, si sporca le mani, delega l’autorità, è pronto ad assumersi le colpe se qualcuno dei suoi sbaglia, ma condivide i meriti dei risultati raggiunti.

Avere influenza sociale è una responsabilità non da poco. E l’influenza sociale, in un mondo popolato da finti guru e tuttologi, si guadagnerà “sul campo”, mostrando con i fatti le proprie capacità!

I Lavori del Futuro: le competenze richieste in ambito Interazione con la tecnologia

Infine, per i lavori del futuro, sarà decisiva la capacità di interagire con le macchine e la tecnologia.

Nello specifico, ecco le due soft skills indicate dal report WEF in questo ambito:

  1. Uso di Tecnologie, Monitoraggio e Controllo
  2. Progettazione e Programmazione Tecnologica

La prima indica una capacità forse un po’ generica di essere in grado di interfacciarsi con le tecnologie, e saperle padroneggiare.

E’ ormai da anni che il nostro mondo si sta digitalizzando e sempre più servizi, privati e pubblici, si stanno spostando online. Oggi per accedere a una serie di servizi essenziali per il cittadino serve avere un’identità digitale come lo SPID.

La pandemia ha inoltre accelerato l’adozione di app tecnologiche. Abbiamo un’app per fare qualsiasi cosa: dal cashback di Stato, al tracciamento dei contagi, al monitoraggio delle code al supermercato.

Per i non nativi digitali le cose si fanno sempre più difficili. Senza una corretta educazione e conoscenza di questi strumenti, si rischia davvero di rimanere tagliati fuori dal futuro.

Secondo il report del WEF questa tendenza aumenterà ulteriormente da qui al 2025. E non potrebbe essere altrimenti!

Quindi, conviene stare al passo con i tempi e prendere confidenza con termini quali intelligenza artificiale, machine learning, blockchain, tanto per citarne alcuni che vanno per la maggiore in questo periodo.

La seconda competenza è più da addetti ai lavori e riguarda proprio la capacità di progettare e programmare tecnologia. In questo caso ci sono dei trend da tenere d’occhio che andremo a esplorare nel prossimo paragrafo relativo ai lavori del futuro.

I Lavori del Futuro: trend e settori di riferimento

Per esplorare ora quali saranno davvero i lavori del futuro e i settori con le maggiori opportunità, faccio ancora riferimento al già citato report del World Economic Forum.

Secondo il report, il bilanciamento tra il lavoro umano e quello delle macchine si sposterà sempre più verso queste ultime. Infatti, se nel 2020 si stimava che il peso dell’automazione rispetto al lavoro dell’uomo fosse del 33% contro il 67%, entro il 2025 questo rapporto diventerà 47% vs. 53%.

Quindi, raggiungeremo quasi il perfetto equilibrio: il che significa che su 10 lavori, ormai 5 potranno essere svolti da una macchina.

Il WEF stima che questo comporterà la perdita di 85 milioni di posti di lavoro. I lavori più a rischio saranno quelli amministrativi e contabili. Ma anche di customer service e assistenza alla clientela. Tutti quei lavori, insomma, che potranno essere svolti da software.

Se la notizia sembra drammatica, in realtà c’è un risvolto positivo. A fronte di questo taglio di 85 milioni, si prevede che la trasformazione del mondo del lavoro come lo conosciamo porterà alla creazione di ben 97 milioni di posti di lavoro!

Le posizioni in crescita includono ruoli in prima linea nell’analisi dati e nell’intelligenza artificiale. Oltre a nuovi lavori nell’ingegneria, nel cloud computing e nello sviluppo di prodotti.

Si prevede inoltre un aumento dei lavori di marketing, vendite e produzione di contenuti. Nonché di ruoli che richiedono competenze trasversali per lavorare con persone provenienti da contesti diversi (torniamo al concetto di “contaminazione”).

Questa infografica elenca bene i lavori del futuro e quelli “del passato”, la cui richiesta di mercato andrà scemando con il passare del tempo.

i lavori del futuro

I Lavori del Futuro: analisi delle 10 posizioni più richieste

Proviamo ad analizzare velocemente i 10 lavori del futuro secondo il report del WEF.

Nelle prime tre posizioni troviamo le parole chiave del futuro del lavoro, i trend che domineranno la nuova era: analisi dati, machine learning, intelligenza artificiale e big data. Saranno dunque richiesti specialisti in grado di trattare queste tematiche. Profili prevalentemente tecnici e analitici.

Poi, troviamo gli esperti in digital marketing. La pandemia ha accelerato la digitalizzazione del mondo, che già era a buon punto. Stiamo già assistendo a un’esplosione dei servizi digitali. Qualsiasi cosa ormai passa da una connessione Internet o attraverso un’app installata sul proprio smartphone. In questo contesto, i digital marketers prolifereranno e diventeranno figure centrali per qualsiasi azienda.

Per questo le aziende dovranno, volenti e nolenti, andare in digitale. Dovranno essere accompagnate in questo percorso da esperti di trasformazione digitale e innovazione.

Un altro ambito di crescita sarà per gli esperti di automazione di processi. Questa mansione è legata all’inserimento nei processi aziendali di intelligenza artificiale che dovrà essere guidata per automatizzare i processi, abbattendo l’effort manuale nella gestione operativa.

Si salvano i business developer: le vendite possono essere automatizzate fino a un certo punto; ci sarà sempre bisogno di esseri umani in grado di tessere relazioni e partnership per sviluppare il business aziendale.

Le ultime tre posizioni sono occupate ancora da profili molto tecnici. A partire dagli analisti sulla sicurezza delle informazioni. In un sistema sempre più interconnesso, i dati raccolti saranno tanti, e anche sensibili. Il tema della cybersecurity diventerà ancora più rilevante. Così come la capacità per le aziende pubbliche e private di tenere al sicuro questi dati.

Infine, continuerà a crescere la domanda per gli sviluppatori di software e applicazioni. Così come si faranno strada gli specialisti di “Internet of Things in un mondo dove sempre più “cose” prenderanno vita grazie a una connessione Internet e la capacità di comunicare dati.

I Lavori del Futuro: dove acquisire le competenze necessarie

Siamo arrivati quasi in chiusura di questo articolo sui lavori del futuro.

Abbiamo visto fin qui le competenze che saranno richieste e i ruoli che domineranno il lavoro del futuro.

Abbiamo anche visto come sarà richiesto al 50% della forza lavoro di fare reskilling per adattarsi in questo nuovo scenario.

A questo punto la domanda sorge spontanea: come (e dove) formarsi per ottenere le competenze del futuro?

L’offerta di formazione online è letteralmente esplosa negli ultimi mesi. Oggi, c’è davvero l’imbarazzo della scelta e a volte si ha la sensazione di non sapere esattamente da dove partire.

Mi riservo di scrivere un intero articolo su questo tema. Nel frattempo, vorrei darti un’infarinatura di quelli che secondo me sono i siti migliori dove formarsi online oggi.

Partiamo da quelli italiani.

Un sito interessante è Lacerba, che tratta materie trasversali (programmazione, business, soft skills) e alcuni corsi base sono gratuiti.

Se vuoi specializzarti in ambito digital marketing, un’autorità in questo senso è Ninja Academy.

Ancora, per formazione su materie innovative come intelligenza artificiale e big data, ti consiglio di dare un occhio alla Talent Garden Innovation School.

Andando fuori dai confini nazionali, due siti che sono delle autentiche autorità nel settore sono Udemy (che ha anche corsi in italiano) e Coursera (solo in inglese). Su entrambi puoi trovare sia corsi gratuiti che a pagamento, su una vastità di materie (sia tecniche che trasversali).

Poi, c’è tutto il filone delle università che hanno deciso di allargare gli orizzonti e offrire percorsi di formazione extra curriculari. Tra quelle italiane abbiamo l’interessante progetto dell’Università di Napoli Federico II; fuori dallo Stivale, c’è il progetto edX che racchiude diverse università, anche piuttosto rinomate (Harvard, MIT, Berkeley, giusto per citarne qualcuna).

Infine, come non menzionare la piattaforma LinkedIn Learning che permette di accedere a una libreria vastissima di corsi!

Conclusioni

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo sui lavori del futuro e le competenze che saranno richieste nel futuro del lavoro!

Come sempre, ti ricordo che se hai voglia di raccontarmi cosa ne pensi dell’articolo (o su qualsiasi altra cosa ti venga in mente), puoi scrivermi dal form che trovi nella pagina Contatti.

Prima di salutarci, ti riepilogo brevemente quello che abbiamo visto all’interno dell’articolo:

  1. L’importanza della contaminazione. Contaminazione intesa come capacità di muoversi tra discipline diverse. Nel futuro del lavoro sarà fondamentale accumulare esperienze diverse. Saper creare link di connessione tra diverse discipline per essere in grado di gestire problemi complessi.
  2. Le 10 soft skills da sviluppare. Abbiamo visto le 10 competenze trasversali che il World Economic Forum considera essenziali per il futuro del lavoro da qui al 2025. Le competenze si snodano in 4 aree diverse. Dalla capacità di interagire con persone e tecnologia, a capacità di problem solving e self-management.
  3. I lavori del futuro. Qui abbiamo elencato le 10 professioni emergenti – e dove formarsi per acquisire le competenze necessarie per aggredirle – e le 10 che invece sono destinate a scomparire.

Ora non ti resta che iniziare a pianificare il tuo personale futuro del lavoro…in bocca al lupo!

Un saluto da Vins 😉

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