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Differenze tra Capo e Leader: i 6 Punti Chiave

Ti sarai forse accorto anche tu che mai come in questo periodo il concetto di leadership è fortemente “abusato”. Nei tempi difficili in cui viviamo, sentiamo tutti il bisogno di leader veri in diversi ambiti della nostra vita.

Dalla politica, alla finanza, all’economia; in un periodo come questo anche in campo medico. In tutti questi ambiti, ma non solo, è fondamentale affidarsi a dei veri leader che abbiano a cuore il bene comune e una visione lungimirante.

Non a caso, di recente ho scritto un articolo su che cos è la leadership e come svilupparla per diventare un buon leader.

Il concetto di leader ha ormai soppiantato il concetto di capo. Proprio perché oggi il modello di leadership è cambiato e non servono più capi che comandano ma leader che guidano.

Tuttavia, il dibattito sulle differenze tra capo e leader è sempre molto acceso tra i professionisti delle Risorse Umane.

Se guidi un team, o stai per guidarne uno, otterrai risultati decisamente migliori se saprai essere percepito come leader piuttosto che come capo.

La leadership, in realtà, è uno concetto che va oltre la gestione di team e persone. Ognuno di noi, nella vita personale e professionale, può essere un leader ispirando gli altri con i propri comportamenti. Diventando un punto di riferimento.

Allora, se vuoi essere un buon leader e non vuoi cadere nella tentazione di essere semplicemente un capo “potente” ma poco apprezzato, ti consiglio di leggere questo articolo sulle 6 differenze tra capo e leader!

Differenze tra Capo e Leader: Definizioni

differenze tra capo e leader

Per capire davvero le differenze tra capo e leader bisogna partire dalle definizioni delle parole stesse.

Infatti, i termini possono spesso essere usati in modo intercambiabile. Nell’immaginario collettivo, le due figure potrebbero essere facilmente sovrapposte.

Tuttavia, se si analizza ciò che rende un capo un capo e un leader un leader, le differenze inizieranno a balzare all’occhio indiscutibilmente!

Nel mondo competitivo di oggi, essere un leader piuttosto che un capo può migliorare le prestazioni di un team e garantire il successo per te, i tuoi collaboratori e l’azienda stessa ovviamente.

Considerando quanto spesso le persone mescolano questi termini, è importante allora capire a fondo le differenze tra capo e leader. E gli elementi fondamentali che distinguono queste due figure.

Come ti anticipavo, partiamo subito dall’approfondire le definizioni dei termini “capo” e “leader”.

Differenze tra Capo e Leader: la definizione di CAPO

Indubbiamente, “capo” è una parola che tende a evocare un’accezione negativa. Qualcosa che comporta sottomissione e sudditanza.

Ma qual è la definizione effettiva della parola? L’Oxford Dictionary definisce il sostantivo come “una persona che è responsabile di un gruppo di persone o di un’organizzazione”.

Si evince che essere un “capo” comporta uno status specifico. Il capo detiene una posizione più alta all’interno dell’organizzazione rispetto alle persone di cui è responsabile. Viene subito in mente una struttura gerarchica, non trovi?

In un certo senso, essere un capo si riferisce a una specifica posizione di potere. In effetti, un capo ha “potere” sui suoi subordinati a causa di questo ruolo nell’organizzazione.

Per capire ancora meglio le differenze tra capo e leader, basti pensare che a livello etimologico la parola deriva dal verbo inglese “to boss”. Questo verbo si usa per descrivere l’azione di “dare ordini a qualcuno in maniera prepotente”.

In altre parole, un capo, con la sua posizione di potere, “ordina” ai suoi subalterni cosa fare e si aspetta che questi agiscano di conseguenza.

Essere un capo richiede la capacità di fornire istruzioni e ordini, assicurandosi poi che gli stessi vengano eseguiti. Una volta assegnati gli ordini, il capo si limita a supervisionare il lavoro degli altri al fine di garantire che venga adeguatamente svolto.

A questo punto, andando ad analizzare anche l’origine della parola “leader”, ti saranno già palesi alcune delle differenze tra capo e leader! 😉

Differenze tra Capo e Leader: la definizione di LEADER

Di contro, “leader” è sicuramente una parola che ha un’accezione positiva. Il solo indicare una persona come leader ne da subito un’immagine solare e cristallina.

In realtà, se guardiamo alla sola definizione della parola data dall’Oxford Dictionary, ci rendiamo conto che non c’è una grande differenza tra capo e leader.

Il leader viene infatti definito come “una persona che guida o comanda un gruppo, un’organizzazione o un paese”. Dunque, anche un leader ha un ruolo di comando e ha la capacità di dire agli altri cosa fare.

La differenza sostanziale la si verifica esaminando ancora una volta l’origine etimologica. Il verbo inglese “to lead”, in questo caso, indica l’idea di “condurre, mostrare la direzione per una destinazione andando avanti insieme alle persone che guida”.

A differenza di un capo, dunque, il leader non si limita a impartire ordini, ma cammina affianco ai suoi collaboratori e da il buon esempio facendo lui in primis le cose che si aspetta che gli altri facciano.

Un grande leader non è mai solo una persona che istruisce e utilizza il potere fornito dalla posizione. Guiderà e supporterà il suo team per raggiungere l’obiettivo finale richiesto.

Un leader lo dirà e, soprattutto, mostrerà la direzione e farà parte del viaggio per arrivare a destinazione.

Pertanto, a differenza di un capo, un leader non è lì per dire cosa deve essere fatto. E’ lì per mostrare qual è il lavoro da svolgere ed essere di guida durante i compiti.

In un certo senso, il ruolo di un leader è più motivazionale piuttosto che di supervisione. Deve ispirare e dare la visione a tutto il gruppo, preoccupandosi di far crescere le persone all’interno dell’organizzazione. Cosa di cui al capo non interessa minimamente…

Differenze tra Capo e Leader: i 6 Punti Chiave

differenza tra capo e leader

Parlando di differenze tra capo e leader, avrai sicuramente notato come già una prima distinzione netta la fornisca l’origine etimologica dei due sostantivi.

Abbiamo anche visto che, sebbene inizialmente le definizioni possano sembrare simili e interscambiabili, un esame più attento evidenzia differenze che danno ad entrambi i ruoli un significato diverso.

Quindi, quali sono le aree chiave che separano i capi dai leader?

Nei prossimi paragrafi andremo ad esplorare nel dettaglio le differenze tra capo e leader!

Buon proseguimento di lettura! 😉

Differenze tra Capo e Leader: #1 – il Focus

La prima grande differenza tra capo e leader la si trova nella direzione, nel focus che le due figure proiettano nella gestione del team.

Quando si parla di un contesto aziendale, la visione è tutto. Si tratta della direzione, di indicare la strada, il motivo perché l’organizzazione, e il team stesso, fanno quello che fanno.

Potremmo parlare dello scopo ultimo, di un senso di coinvolgimento che si rende necessario per tenere gli elementi del team, e dell’azienda, ingaggiati.

In altre parole, parliamo dell’obiettivo che spinge un’organizzazione, ma anche il singolo individuo, a svolgere le attività richieste.

Il focus dà la direzione e determina in gran parte l’approccio al lavoro.

Allora, qual è l’idea di focus per capo e leader?

Per un capo l’obiettivo finale è il profitto. Il suo interesse basilare è quello di garantire all’organizzazione i migliori risultati finanziari.

Il capo non è interessato a come i subordinati passano dal punto A al punto B perché il risultato è tutto ciò che conta. Se sei in grado di raggiungere gli obiettivi in modo efficiente, il capo è felice in quanto ciò garantisce all’organizzazione un profitto.

Di contro, un leader si concentra sul cambiamento delle persone e dell’organizzazione. Per il leader, l’obiettivo è sempre quello di raggiungere la visione che si è prefissato per l’azienda e per il team.

La visione è sempre trasformativa e la creazione di migliori risultati finanziari non è mai una fine, ma piuttosto qualcosa che potrebbe accadere nel processo.

Il leader è interessato ad aiutare i suoi collaboratori a crescere come dipendenti e come persone. Invece di porre l’attenzione sul risultato, il leader pone il suo focus sul processo e nel costruire un rapporto di fiducia con le persone che lo seguono!

Differenze tra Capo e Leader: #2 – la Forza Trainante

La diversa focalizzazione del capo e del leader è evidente anche quando si esamina la forza trainante dietro le loro azioni.

Cosa spinge un capo o un leader a lavorare sodo e ad agire al meglio delle sue capacità? In che modo ciascuno di loro motiva i propri collaboratori?

Per il capo, la motivazione deriva dall’attenzione agli standard che permettono di tenere alta la produttività e la redditività all’interno dell’organizzazione. Il capo è interessato a trovare i migliori processi per mantenere gli standard, e il suo ruolo di supervisione va in questa direzione.

Il leader è invece guidato dai valori a cui tiene. Non è interessato ai processi utilizzati per eseguire i compiti. Si preoccupa più che i suoi collaboratori lavorino secondo i valori che caratterizzano la sua visione e quella del team.

Inoltre, le differenze tra capo e leader stanno anche nel come motivano i propri team.

Il tentativo del capo di controllare e motivare riguarda ricompense e punizioni, soprattutto queste ultime. Infatti, per un capo la cosa peggiore che il subordinato può fare è smettere di seguire i processi, poiché ciò potrebbe significare che non si ottengono produttività e profitto. Pertanto, applica intimidazione per far sì che le procedure vengano rispettate.

L’approccio di un leader nel motivare il suo team è completamente opposto. Il leader sottolinea l’ispirazione come strumento motivazionale.

Il leader vuole che i suoi collaboratori si sentano guidati dalla stessa visione che guida le sue azioni, rendendo la visione qualcosa a cui tutti nel team ambiscono.

Un leader vuole sempre offrire qualcosa di positivo ai suoi collaboratori. Opportunità per crescere personalmente e professionalmente grazie all’acquisizione della visione. Invece di minacciare e intimidire, il leader fornisce una sfida e offre ricompense positive come parte dell’accordo!

Differenze tra Capo e Leader: #3 – l’Approccio al Lavoro e agli Obiettivi

Le differenze tra capo e leader stanno anche nell’approccio al lavoro e nella definizione degli obiettivi.

Un capo si avvicina al lavoro in modo amministrativo. Come accennato in precedenza, il capo potrebbe essere descritto come un supervisore.

Il suo approccio, infatti, consiste nell’informare i subordinati sul compito da svolgere, guidarli su come il compito dovrebbe essere svolto e monitorare il lavoro per garantire che gli obiettivi finali siano raggiunti.

Il capo adotta un approccio dominante al lavoro, aspettandosi che i subordinati seguano le sue istruzioni nel modo più rigoroso possibile.

Un capo può, ovviamente, sbagliarsi, ma l’enfasi è sul capo che sa perché le cose funzionano. Non si presume quindi che un subordinato fornisca informazioni sui compiti al capo o contribuisca a stabilire gli obiettivi insieme al capo.

L’approccio al lavoro è piuttosto diverso da parte di un leader. Un leader si avvicina al lavoro attraverso l’innovazione e la collaborazione.

Pertanto, il leader non è lì per ordinare ai suoi collaboratori come deve essere eseguita un’attività. Anzi, il leader potrebbe chiedere al suo team di partecipare a fissare visione e obiettivi del lavoro.

Si tratta di un approccio molto più collaborativo. Il leader ha il compito di ispirare la visione, indicare la direzione e come pensa di arrivarci. Ma non si tratta di imposizioni o ordini. E’ disposto a modellare il suo approccio e modificare i processi qualora riceva dal team feedback in questo senso.

Un leader sosterrà i suoi collaboratori, sfidandoli a essere immersi nel lavoro quanto lui o lei. Ogni attività e progetto è pensato per essere un modo per aumentare le conoscenze e le caratteristiche dei componenti del team, non solo un processo per ottenere obiettivi.

Come va fin qui sulle differenze tra capo e leader, ti torna tutto? 😉

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Differenze tra Capo e Leader: #4 – la Fonte dell’Autorità

Una delle differenze tra capo e leader più evidenti è la provenienza della loro fonte di autorità.

Il capo ottiene la sua autorità dalla posizione (si parla infatti di leadership posizionale). È il punto nella gerarchia aziendale in cui si trova che gli fornisce l’autorità di cui gode.

L’autorità proviene dunque da fonti esterne, come il titolo e la posizione. Non necessariamente da capacità reali o acquisite sul campo di poter influenzare i subordinati.

Attenzione, questo non significa che il capo non è qualificato per la posizione; solo che la sua capacità di influenzare non è il motivo per cui è in quella posizione. Il capo potrebbe essere la persona più qualificata per gli aspetti tecnici del ruolo, ma non necessariamente il migliore nel dirigere.

D’altra parte, i subordinati prendono ordini dal capo nella maggior parte dei casi solo perché devono farlo, non perché necessariamente abbiano stima di lui/lei.

D’altra parte, un leader riceve la sua autorità dal basso potremmo dire. La posizione gerarchica centra relativamente: puoi mostrare leadership anche se sei più in basso di qualcun altro nell’organigramma aziendale.

Un leader ha autorità sui collaboratori perché sono loro a dargliela, ecco perché parlo di autorità che arriva dal basso. E lo fanno perché credono nella capacità del leader di assumersi la responsabilità e cambiare le cose.

In sostanza, un leader può ottenere autorità perché è in grado di comunicare la propria visione e ispirare gli altri a seguirlo. L’autorità di cui dispone non viene trasferita come un “peso” verso i suoi collaboratori. Il vero leader tratterà infatti i componenti del suo team allo stesso modo e si sentirà uno di loro.

Tuttavia, per mantenere la sua autorità, il leader deve fornire risultati e continuare a motivare il suo team!

Differenze tra Capo e Leader: #5 – il modo di Comunicare e Delegare

Un’altra grande differenza tra capo e leader sta nel modo in cui comunicano e delegano.

Lo stile di comunicazione di un capo è spesso di natura dominante e la comunicazione stessa è spesso unilaterale. Non ci si aspetta, cioè, che il subordinato sia un partecipante attivo nella discussione.

Inoltre, un capo utilizza la comunicazione come un modo per delegare compiti e responsabilità tra i suoi subordinati. Il capo fornirà ai subordinati la responsabilità, ma manterrà le redini generali durante i progetti. L’autorità rimarrà sempre nelle mani del capo.

Lo stile di comunicazione di un leader, invece, è molto più partecipativo. Un leader, infatti, è interessato all’opinione dei suoi collaboratori e, in generale, si concentra sul garantire che la comunicazione sia basata su un confronto aperto.

La collaborazione e il feedback sono in genere gli elementi costitutivi dello stile di comunicazione di un leader. Un buon leader dovrebbe concentrarsi sull’intelligenza emotiva e sulla capacità non solo di parlare, ma anche di ascoltare ciò che hanno da dire i suoi collaboratori.

Poiché il focus della leadership è cambiare le cose, la comunicazione spesso riguarda più l’ispirazione del team e il dare l’esempio. Un leader non dice “Fai questo”, ma si concentra maggiormente sul mostrare come le cose potrebbero o dovrebbero essere eseguite.

In termini di delega, i leader non delegano solo la responsabilità, ma anche l’autorità in misura diversa. Infatti, un leader potrebbe fornire indicazioni sull’obiettivo generale, ma consentire a un membro del team di gestire a proprio modo la responsabilità di raggiungerlo.

In conclusione potremmo dire che un capo delega la responsabilità ai subordinati mentre un leader distribuisce l’autorità. Il leader non sente il bisogno di controllare tutto, ma è a suo agio nel cedere il potere ai suoi collaboratori.

Differenze tra Capo e Leader: #6 – la Condivisione delle Responsabilità

Infine, la condivisione delle responsabilità e come si celebrano i successi sono le ultime differenze tra capo e leader.

Come dicevamo in precedenza, un capo delega la responsabilità e, quindi, pone la responsabilità sulle spalle della persona che svolge i compiti specifici. Poiché la responsabilità è condivisa, i subordinati potrebbero prendersi la colpa per quando le cose vanno male. Tra l’altro, gestendo processi rigidi potrebbe essere relativamente semplice per il capo trovare il “colpevole”.

Viceversa, il capo non condivide tanto la responsabilità quando si tratta di successo. Mentre il fallimento è attribuito all’incapacità di seguire le regole, il successo dipende dall’implementazione di grandi procedure.

Per un leader, invece, la piena responsabilità è sulle sue spalle: è lui in ultima analisi responsabile di eventuali fallimenti, che diventano un’opportunità per il leader e il suo team di imparare e crescere.

Il leader si concentrerà sulla ragione del fallimento e su cosa avrebbe potuto fare meglio lui, piuttosto che dare la colpa ai suoi collaboratori.

L’etica di imparare dagli errori è al centro della strategia del leader. Responsabilità per un leader significa ammettere gli errori, ma non soffermarsi su di essi.

Forse la cosa più importante è che un leader non ha paura dei feedback, anzi li stimola. Come accennato in precedenza, un leader rifletterà su se stesso e ascolterà le critiche anziché limitarsi a darle.

Inoltre, un vero leader condivide i successi con il proprio team invece di pensare che dipenda tutto da lui o lei.

Un leader capisce che l’intero team deve lavorare in modo efficiente e tutti sono una parte importante: il successo non è raggiunto da una singola persona, ma attraverso il lavoro di squadra!

Conclusioni

Eccoci arrivati alla fine di questo articolo ed eccoti un breve riepilogo delle 6 differenze tra capo e leader:

  1. Il focus. Per un capo l’obiettivo finale è il profitto aziendale, mentre il leader si concentra sul cambiamento e la crescita dell’organizzazione e delle persone. La creazione di risultati finanziari positivi diventa la diretta conseguenza del cambiamento apportato.
  2. La forza trainante. Il capo si concentra sui processi che portano all’efficientamento dei risultati in termini di produttività. Il leader è guidato dai valori a cui tiene, i processi vengono di conseguenza.
  3. Approccio al lavoro e agli obiettivi. Il capo è quella figura che fornisce degli ordini e supervisiona il lavoro dei subordinati perché gli obiettivi possano essere raggiunti. Il leader ha un approccio più collaborativo, e sfida il team ad aumentare le proprie conoscenze e crescere professionalmente.
  4. La fonte dell’autorità. Quella del capo è un’autorità gerarchica, che gli deriva dalla posizione che ricopre nell’organizzazione. Il leader riceve l’autorità dal basso e gli viene riconosciuta dai componenti stessi del suo team.
  5. Il modo di comunicare e delegare. Il capo delega compiti e responsabilità ma l’autorità rimane sempre nelle sue mani. Il leader ha un approccio più partecipativo e cede volentieri il potere ai suoi collaboratori, essendo parte attiva lui stesso del team.
  6. La condivisione della responsabilità. Il capo delega la responsabilità e se c’è un errore scarica la colpa sul singolo; inoltre, tende a tenersi il merito dei successi. Il leader, al contrario, mantiene la responsabilità sulle sue spalle, si prende le colpe dei fallimenti e condivide il merito dei successi con tutto il team.

Spero che questo articolo ti abbia aiutato a fare chiarezza sulle principali differenze tra queste due figure: capo e leader.

E avrai capito come, in generale, alla società servano disperatamente più leader che capi!

Un saluto da Vins 😉

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